Il preamplificatore

Oltre al microfono, il preamplificatore è un altro elemento fondamentale nella catena di ripresa.

Scelta del preampli

Abbiamo già considerato sopra ciò che concerne la scelta di un pre (o di un microfono) di tipo valvolare rispetto ad uno allo stato solido.

Un preamplificatore di alta qualità, pur non avendo la stessa incidenza del microfono, è anch’esso un elemento importante per determinare la qualità sonora di una ripresa vocale, in termini di:

accoppiamento di impedenza

ogni microfono richiede una specifica impedenza di carico da parte del preampli, tali valori sono rilevabili nella scheda tecnica del microfono e del preamplificatore stesso; un perfetto accoppiamento garantisce che il rendimento del microfono sia molto simile a quello voluto dal progettista; allontanandosi dai giusti valori la sonorità si modifica, creando la preponderanza o la carenza del registro medio; per gestire la versatilità in accoppiamento alcuni preamplificatori sono dotati di un selettore di load impedence

accoppiamento alchemico

alcuni accoppiamenti col microfono possono risultare particolarmente ben riusciti; purtroppo in tal senso non ci sono regole bensì occorre sperimentare; a titolo di esempio potrei citare l’accoppiamento tra il Neumann U87 e il preampli valvolare della UAD, oppure tra lo stesso microfono e i preamplificatori Neve, o ancora quest’ultimo preampli col microfono valvolare K2 di Rode; sta a voi provare queste e altre soluzioni

coerenza tonale e dinamica

un buon preamplificatore dovrebbe garantire una resa tonale e dinamica costante ai vari livelli di gain; i preamplificatori di livello inferiore invece offrono una fascia relativamente ristretta di qualità, in cui riescano ad esprimere il meglio delle loro caratteristiche con una buona costanza di rendimento

rumore di fondo

oramai tutti i preamplificatori moderni, fatti salvi alcuni modelli molto economici oppure alcuni di tipo valvolare, garantiscono un ottimo rapporto segnale/rumore, ottimo per utilizzare alti livelli di gain senza creare incidenze troppo elevate di rumore di fondo

velocità dei transienti

la rapida e precisa risposta ai transienti è un elemento che contraddistingue un preamplificatore di alto livello da uno più modesto; in particolare, qualora un innalzamento del picco del transiente fosse molto ampio e veloce (specialmente se localizzato su frequenze basse), esso metterebbe a dura prova il premplificatore; fortunatamente la voce non è dotata di transienti estremamente rapidi, né di frequenze particolarmente basse; ne deriva che questa caratteristica non è basilare per un pre destinato all’uso vocale; tuttavia una buona risposta ai transienti è necessaria anche in questo caso

fedeltà

per fedeltà di un preampli si intende la capacità di amplificare il segnale proveniente dal microfono senza modificarne sostanzialmente gli equilibri tonali e dinamici e senza inserire alcuna distorsione armonica

trasparenza

esistono in realtà preamplificatori definiti trasparenti che si distinguono da altri definiti colorati, oltre a tutte le vie di mezzo tra essi; qual’è la differenza? Eccola:

  • un preamplificatore particolarmente trasparente tenderà ad esprimere sino a valori molto prossimi a quelli del clipping la massima fedeltà; la saturazione armonica tenderà ad esprimersi soltanto negli ultimi db prossimi al clipping – esso è particolarmente adatto per le sorgenti acustiche nell’ambito di generi musicali “puristi”, come la musica classica e in ogni caso in cui si senta l’esigenza di estrema fedeltà e pulizia; inoltre esso è da preferire sempre per sorgenti cristalline come i piatti della batteria, il triangolo, gli strumenti a fiato di estensione alta con suono prossimo al sinusoidale (come il flauto e l’ottavino)
  • un preamplificatore particolarmente colorato tenderà ad esprimere un poco di saturazione armonica anche con valori di gain relativamente lontani da quelli del clipping; inoltre esso tenderà a conferire al suono un colore leggermente differente da quello generato dal microfono, in ambito sia tonale che dinamico; questo tipo di pre è spesso preferito in generi moderni e grintosi come il rock, il pop, il funky, la dance, soprattutto per quanto attiene a tamburi, basso, chitarre elettriche e sintetizzatori

per la voce, il pre dovrebbe essere scelto secondo le caratteristiche ed il carattere della voce e del genere musicale, tenendo conto del fatto che, a medi livelli di gain, anche un pre colorato risulta pressochè esente dalla saturazione armonica

ricchezza armonica

per ricchezza armonica di un pre si intende:

  1. la capacità di conservare quella originaria inviata dal microfono (in questo caso meglio definita dal concetto di “fedeltà”) 
  2. la capacità di creare nuove armoniche di qualità per mezzo della saturazione armonica
saturazione armonica

si intende la capacità di un preamplificatore di generare, a elevati valori di gain (tipicamente nella fascia alta di headroom), una saturazione armonica di buona qualità, che possa determinare un arricchimento timbrico piuttosto che una distorsione sgradevole; non sempre la saturazione è bene accetta, soprattutto nei generi puristi come la musica classica e altri nei quali sia richiesta una nettezza estrema del programma audio; in altri generi musicali essa invece può spesso risultare molto gradevole, capace come è di scaldare e arricchire un suono altrimenti esile e freddo

resistenza al clipping

un preamplificatore di alta qualità, infine, sarà capace di erogare un segnale molto potente prima di entrare in clipping, facendo assumere a quest’ultimo valori pari o superiori ai 22 db (sino ai 26 db, in certi casi) sopra lo 0db di riferimento


Due esempi di preamplificatore: sopra, un modello moderno ed economico della Behringer; sotto, la versione stereo pre di Neve, un marchio mitico, produttore di pre di altissima qualità.


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