Con le operazioni di Timing si cercherà di risolvere problemi di sincronia tra una frase musicale o una parte di essa e il resto delle sorgenti del mix, al fine di ricondurla al giusto tempo.


Per operare si utilizzeranno le seguenti tecniche, da effettuare per mezzo di apposite utility e plugin.

Cut & Move – la separazione di una porzione di audio e il suo spostamento sulla timeline

Time Stretching – il restringimento della durata di una porzione di audio, risultante troppo lenta rispetto al contesto del tempo

Time Expanding – l’allungamento della durata di una porzione di audio, risultante troppo affrettata rispetto al contesto del tempo

Fading – da utilizzare al termine delle operazioni, per ottimizzare il ricucimento delle parti

Cut & Move

Allineamento di frasi eseguite a giusta velocità, ma in ritardo o in anticipo

Si tratta di separare dal contesto della intera frase una porzione di audio eseguita in lieve fuori tempo, al fine di ri-allinearla, spostandola lievemente avanti o indietro sulla timeline.

Questa tecnica, in verità molto semplice, è attuabile soltanto nel caso in cui la esecuzione rimanga sufficientemente coerente con la scansione del tempo del brano, ma venga eseguita iniziando in ritardo o in anticipo rispetto ad esso.

In tal caso sarà sufficiente un Cutting o doppio cutting (in testa e in coda) per creare una regione autonoma coincidente col frammento da ri-allineare, per poi riallinearla.

Nel caso in cui la scansione ritmica della frase esecutiva non risultasse invece coerente col tempo di scansione del brano, bensì risulti eseguita a velocità maggiore, minore e/o variabile, alle operazioni di Cut & move saranno da associare anche altre tecniche, nello specifico il Time Stretching e il Time Expanding.

Time Stretching e Time Expanding

Per Time Stretching intendiamo il processo volto ad ottenere un restringimento della durata (o compressione temporale) di un frammento audio, in misura regolabile, espressa in percentuale o in raffronto di durata rispetto all’originale.

Per Time Expanding intendiamo il processo volto ad ottenere una dilatazione di durata (o espansione temporale) di un frammento audio, in misura regolabile, espressa in percentuale o in raffronto di durata rispetto all’originale.

Per operare tale trasformazione sarà necessario un plugin capace di eseguire entrambe le operazioni.

Generalmente le Daw sono già dotate di tale plugin, ma esiste anche una buona scelta di plugin prodotti da terze parti.

Tra essi, molto efficiente è ad esempio il plugin SoundShifter di Waves, ma spesso anche le risorse installate nella Daw si comportano molto bene.

Sarà sufficiente selezionare il frammento audio da processare e scegliere la quantità proporzionale di restringimento o di espansione per ottenere il risultato cercato.

COME FUNZIONANO

Stretching

Lo stretching agisce suddividendo la regione audio da processare in tante brevissime parti, ciascuna della quali subirà l’amputazione in coda di un piccolo frammento; la lunghezza della parte amputata sarà pari alla percentuale di restringimento richiesta. 

Per raddoppiare la velocità esecutiva della regione audio sarà quindi necessario ridurla a metà, amputando il 50% da ogni piccolo frammento (in realtà esistono anche criteri più complessi di operatività, che variano secondo i plugin e le impostazioni scelte, ma questa spiegazione rende una idea sufficientemente precisa su ciò che accade).

Ne consegue che, minore sarà l’incidenza di stretching richiesta al plugin e migliore sarà la qualità audio del risultato ottenuto. 

Per congiungere in maniera omogenea i frammenti generati dai numerosissimi tagli indotti dal plugin, quest’ultimo utilizzerà automaticamente le dissolvenze incrociate.

Queste dissolvenze risulteranno tanto più ravvicinate quanto più elevato sarà il numero dei tagli e, se la percentuale di stretching richiesta fosse molto elevata, potranno dare al suono un effetto modulato più o meno innaturale (simile al phasing).

Discreti risultati si otterranno utilizzando un plugin di qualità e impostando valori di stretching non superiori al 25%.

Per non far subire un drastico calo di qualità dovrebbe sempre essere considerata non tollerabile una azione di stretching  superiore al 50%.

Expanding

L’Expanding agisce suddividendo la regione audio in tante brevissime parti, ciascuna della quali subirà la generazione aggiunta di un piccolo frammento; la parte aggiunta avrà una durata pari alla quantità di allargamento richiesta. 

Per dimezzare la velocità esecutiva della regione audio sarà quindi necessario ampliarla del doppio, raddoppiando ogni piccolo frammento. 

Ne consegue che, minore sarà l’incidenza di expanding richiesta al plugin e migliore sarà la qualità audio del risultato. 

Per congiungere in maniera omogenea i frammenti generati dai numerosissimi raddoppi di frammenti audio indotti dal plugin, quest’ultimo utilizzerà automaticamente le dissolvenze incrociate.

Queste dissolvenze risulteranno tanto più ravvicinate quanto più elevato sarà il numero dei frammenti aggiunti e, se la percentuale di expanding richiesta fosse molto elevata, potranno dare al suono un effetto modulato più o meno innaturale.

L’expanding ha generalmente meno tolleranza dello stretching in caso di un uso estremizzato.

Buoni risultati si otterranno quindi utilizzando un plugin di qualità e impostando valori di espansione non superiori al 15%.

Per non far subire un drastico calo di qualità dovrebbe sempre essere considerata non tollerabile una azione di expanding  superiore al 30%.

COME OPERARE

Allineamento di frasi eseguite a velocità errata e/o variabile

Le cose si complicano quando una frase risulta non in ritardo e neppure in anticipo rispetto al tempo (o non solo in ritardo o in anticipo), bensì quando essa viene eseguita più veloce o più lenta rispetto al contesto del tempo del brano, o addirittura in accelerazione o rallentamento progressivo o irregolare.

Potremo quindi aver a che fare con vari tipi di inconvenienti di tal tipo, qui di seguito riassunti:

Frasi che iniziano ben allineate, oppure in anticipo o in ritardo, ma sono eseguite ad un tempo esecutivo più veloce o più lento di quello del brano

In tal caso, dopo aver ben allineato l’inizio della frase rispetto al tempo (se necessario),  utilizzando la tecnica del Cut & Move, si dovrà utilizzare, con relativa semplicità, la tecnica del Time Stretching o del Time Expanding.

Frasi che iniziano ben allineate, oppure in anticipo o in ritardo, che rallentano o accelerano progressivamente

In tal caso (più complesso), dopo aver ben allineato l’inizio della frase rispetto al tempo si dovrà procedere a step utilizzando la tecnica del Cut & Move, cioè suddividendo la frase in più frammenti, e trattare ciascuno con parametri di stretching o expanding con valori differenti, ciscuna in proporzione alla differenza di velocità rispetto a quella del tempo corrente del brano, step by step. 

Il numero dei frammenti sarà elevato quanto necessario, al fine di ottenere un risultato il più possibile omogeneo, naturale e credibile. 

Piccoli opportuni spostamenti finali dei singoli frammenti rispetto alla timeline ci permetteranno di affinare ulteriormente il risultato.

Frasi che iniziano ben allineate oppure in anticipo o in ritardo e che rallentano o accelerano irregolarmente


Riallineamento di una esecuzione di batteria, rappresentato in n.3 tracce stereo. Sulla 1° traccia un pattern con 4 battute identiche: la 2° battuta mostra una esecuzione anticipata del batterista, che poi per reazione ha allargato il tempo in maniera eccessiva, creando un ritardo sull’ingresso della 3° battuta per poi riallinearsi correttamente nella 4°.  Nella 2° traccia sono evidenziati i tagli che si sono resi necessari per risolvere il problema.  Nella 3° traccia infine si nota il riallineamento delle battute 2 e 3 dopo le rispettive operazioni di stretching e di expanding; al termine della 1° battuta (che risultava interrotta) è stato eseguito un riempimento, per mezzo del raddoppio dell’ultimo frammento di audio e alcuni fade incrociati di giunzione.


Quest’ultimo caso è certamente il più complesso. 

Le tecniche sono quelle suddescritte, diversi saranno però i criteri di compensazione da applicare. 

Nei casi più complessi occorrerà effettuare preventivamente un vero e proprio progetto di intervento per stabilire e calcolare i punti di taglio dei frammenti e la giusta quantità di restringimento o di espansione da imprimere ai singoli frammenti.

Come sempre, ricordiamoci di ottenere sempre risultati belli, credili e migliorativi.

GESTIONE DEI PARAMETRI DEL PLUGIN

Nei plugin di buona qualità è apprezzabile la possibilità di decidere alcuni parametri riguardanti la modalità operativa del plugin:

La funzione che regola il rapporto tra accuratezza qualitativa e accuratezza ritmica

Tramite varie funzioni automatiche il plugin cercherà di assicurare una precisa costanza ritmica ai tagli, al fine di mantenere al meglio l’allineamento temporale momento per momento con le altre tracce.

Tale impostazione sarà generalmente la migliore per gli strumenti con funzione altamente ritmica dotati di transienti d’attacco molto definiti e rapido decadimento del volume del suono; Essa potrà anche essere la migliore impostazione in caso di streching di durata molto elevata (oltre i 15-30 secondi, ad esempio).

Impostato con il medesimo controllo all’opposto, il plugin cercherà di assicurare la massima fedeltà in termini di qualità generale del suono, a leggero discapito della accuratezza ritmica; questa in genere sarà la migliore impostazione per i solisti e per sorgenti dotate di attacchi morbidi e armonici.

Tra questi due estremi di regolazione sarà anche possibile individuare equilibri intermedi, per esempio adatti agli strumenti a corda percossa e pizzicata come le chitarre e il pianoforte.

Ma la regola generale sarà prediligere principalmente la qualità del suono, sacrificandola in parte soltanto quanto basterà per assicurare un corretto  allineamento con la scansione del tempo.

La funzione che regola la durata delle dissolvenze incrociate

Diminuendo la durata del tempo di dissolvenza, diminuirà l’effetto modulante ma potrebbe aumentare il rumore generato dai battimenti molto “serrati”; aumentando la durata delle dissolvenze al contrario diminuirà il rumore ma aumenterà la percezione dell’effetto modulante. 

Tra questi due estremi sarà possibile trovare la soluzione migliore in dipendenza della risposta del plugin alla specifica sorgente.

La funzione di ricerca automatica dei punti di taglio migliori

E’ un elemento fondamentale che talvolta fa la differenza tra un plugin di pregio ed uno più ordinario.

Il plugin cercherà automaticamente la posizione dei transienti principali, e a tal scopo ci sarà possibile decidere di aumentare o diminuire la sensibilità di tale funzione per mezzo di un controllo di threshold.

Trovati i transienti, il plugin cercherà di operare tagli e dissolvenze nei punti più faverevoli, ossia in quelli posti immediatamente prima dei transienti.

In tal modo i tagli saranno meno traumatici e rumorosi e le dissolvenze incrociate più allineate alle oscillazioni dinamiche.

Ne dovrebbe conseguire una miglior qualità sonora, che potrà essere utilizzata, quando necessario, anche per spingersi in applicazioni più estreme.

APPLICAZIONI IN AMBITO PUBBLICITARIO

Il plugin, oltreché alla regolazione del timing in ambito di editing multitraccia, trovano anche applicazione in ambito di mastering (e non solo) soprattutto nel contesto della produzione audio ai fini pubblicitari e informativi.

Come ben sappiamo, infatti, la durata degli spots radiofonici e televisivi è standardizzata in formati prefissati, generalmente di durata pari a: 3, 7, 15, 30, 45, 60, 90 secondi. 

La routine di produzione degli spots pubblicitari, quindi, sarà obbligata a conformarsi il più possibile a tali diktat, ma nel corso della produzione essa non riuscirà mai a ad ottenere tali durate con precisione millimetrica, bensì sarà facile sbordare in più o in meno con percentuali anche considerevoli, talvolta anche superiori al 10%.

Al fine di uniformarsi esattamente a tali durate (ottenendo errori di tolleranza inferiori al decimo di secondo, la produzione degli spots subisce quasi sempre un ritocco in fase di mastering, al fine di regolarne la durata precisa tramite il processo di stretching o di expanding, secondo i casi.

Anche in ambito di produzione multitraccia in ambito pubblicitario si assiste talvolta alla esigenza di condensare in minor spazio del previsto una frase precedentemente registrata da uno speaker, o un jingle musicale preconfezionato. 

Anche in tal caso lo stretching permetterà di condensare nello spazio temporale desiderato il contributo audio.

Fading

Una volta ottenuto il giusto timing per tutte le parti, esse dovranno essere assemblate al resto delle parti pre incise con opportuni procedimenti di cleaning.


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